Tanti hanno detto, tutti hanno da dire ed in fondo è giusto così, nessuno si sottrae nel dare la propria visione del mondo. La crisi, la politica, la credibilità delle istituzioni, i diritti, il lavoro, l’oroscopo, il futuro, il tempo…. Siamo diventati tutti esperti opinionisti e per giunta ognuno di noi si scopre più bello e più inteliggente degli altri. E’ in atto una grande rivoluzione culturale iniziata già da molto tempo e che oggi è forse al suo picco maggiore. Almeno spero, a meno di altre dimensioni ed altri inaspettati impatti sociali. E’ in discussione la famiglia, l’educazione dei figli, la Scuola, il ruolo della donna, la condizione dell’uomo separato, i modelli, la Chiesa. Si ha la sensazione di un’esplosione sociale generata dai costumi, dallo sviluppo, dall’uso personale e soggettivo della libertà, dal relativismo. Questa fase dobbiamo dircelo non è assolutamente accompagnata e sostenuta da nessuno e allora si rischia grosso e molti soccombono. Questo mio post è un grido di allarme ed uno sprone a tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’umanità. Siamo nel mezzo di un vortice dal quale si rischia di rimanere risucchiati ed allora dobbiamo cercare di agguantare quante più mani possibili per fare massa e generare una forza centrifuga in grado di catapultare quante più anime possibile fuori dall’occhio del ciclone. Forse era giusto che accadessero certe cose e che certi stereotipi fossero letteralmente demoliti. In un sistema così aperto e complesso può non esistere un principio di causa ed effetto e l’approccio ai problemi è bottom-up. Nessuno è costretto di fare ciò che non vuole fare e allora tenta giustamente di rivendicare la propria libertà ma una volta libero non sa quale direzione prendere finendo spesso per essere più infelice di prima. Bisogna studiare di più, meditare di più possibilmente alla presenza di Dio, informarsi di più, fare della propria vita qualcosa di utile a qualcuno senza spenderla inutilmente come quando teniamo il rubinetto dell’acqua per troppo tempo aperto rispetto al nostro fabbisogno. La vera sfida del 2012 è “IMPARARE AD AMARE”, cominciando e ricominciando. Il modello siamo noi se non ne troviamo intorno. “Il mondo è nelle nostre mani”. Non sarà un impresa facile, anzi il percorso è particolarmente accidentato e ripido. Senza sacrificio nessuno potrà piantare la propria bandiera fin sulla vetta e l’anno prossimo saremo ancora quì a lamentarci. Hasta la Victoria. Siempre.
Un commento a “Auguro un 2012 ricco di comprensione reciproca”
2 gennaio 2012
Sono assolutamente d’accordo con te. Il difficile è far massa, come dici tu.Stamani,scrivendo il mio post sui propositi per il nuovo anno, mi sono imbattutta in queste parole di San Josemaria: “Se ti ritrovassi solo, le tue nobili ambizioni sarebbero condannate all’insuccesso: una pecora isolata è quasi sempre una pecora smarrita”. E’ verissimo e bisogna aggregarsi e costruire qualcosa di buono.
Buon anno a te e famiglia.
Rita Bettaglio (http://ritabettaglio.wordpress.com )
Lascia un commento